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IL PROGRAMMA EUROPEO DI RICERCA METROLOGICA

Un partenariato pubblico-pubblico europeo di successo

Bruxelles, 23 aprile 2012 - Questa settimana una Commissione europea ha evidenziato i risultati del programma europeo di ricerca metrologica (Emrp), un'iniziativa iniziata 3 anni fa. Dal 2009 la ricerca metrologica in Europa è stata affrontata, finanziata e effettuata congiuntamente da 22 Paesi europei e la Ue, in un programma comune attuato da Euramet e.V. L'Emrp promuove la collaborazione tra gli istituti europei di metrologia, organizzazioni industriali e università su progetti di ricerca congiunti nei settori specificati. L'Emrp è stato avviato per rispondere alle esigenze che erano indipendenti dalle attività di metrologia nazionali. Alcuni anni dopo, tali esigenze iniziali sono state soddisfatte. L'Emrp è stata in grado di riunire l'eccellenza nell'ambito della ricerca metrologica e di impegnarsi nella creazione di capacità. Per gli anni restanti del programma è prevista l´interazione con la comunità scientifica più ampia e l'ulteriore progresso della mobilità dei ricercatori. La Commissione condivide l´opinione del gruppo di esperti, presieduto dalla signora Pia Locatelli, ex membro del Parlamento europeo, secondo cui l'Emrp ha trasformato una comunità specializzata e frammentata in un partenariato pubblico di successo confermando i vantaggi dello Spazio europeo della ricerca. La Commissione continuerà pertanto a sostenere il programma in corso, come previsto dalla decisione del 2009 tra il Parlamento europeo e il Consiglio. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Emrponline.eu/ 

(da: marketpress.-info)

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Appello per la liberta' di Busra Ersanli

per firmare: http://www.ipetitions.com/petition/detentionsinturkey/

Istanbul, 17 novembre 2011 - Pia Locatelli e Sebahat Tuncel, parlamentare del BDP, all'esterno del carcere di Istanbul Bakorkpy dove è detenuta Busra Ersanly

 

Appello ai difensori della opposizione democratica in Turchia

Libertà per Busra Ersanli

 

Busra Ersanli è una professoressa dell'Università di Marmara, Istanbul, arrestata e imprigionata il 28 ottobre scorso quando una quindicina di poliziotti fecero irruzione nella sua casa. L'accusa, che ha coinvolto altre 144 persone, è di partecipazione alle attività terroristiche del Partîya Karkerén Kurdîstan (PKK), partito nato negli anni Settanta in difesa dei diritti negati del Popolo kurdo, dichiarato illegale per i metodi da guerriglia utilizzati dai suoi membri.

Quasi tutte le 145 persone arrestate fanno parte non del PKK ma del BDP, Partito per la Pace e la Democrazia, nato per difendere i diritti culturali e politici del Popolo kurdo; sono persone che democraticamente e pacificamente svolgono la loro attività in forme assolutamente legali. Questo partito, di chiara ispirazione socialdemocratica, è all'opposizione con 34 parlamentari eletti nelle votazioni che si sono tenute lo scorso giugno; fa parte della Internazionale Socialista di cui è membro osservatore ed è associato al Partito del Socialismo Europeo.

Conosco Busra Ersanli perché partecipa alle riunioni dell'Internazionale Socialista Donne. L'ultima volta l'ho incontrata al Consiglio che si è svolto ad Atene all'inizio di luglio e l'avrei certamente incontrata a gennaio in Costa Rica, prossima sede del Consiglio dell'Internazionale, se non fosse stata arrestata.

Busra è ben conosciuta nel mondo accademico, lavora da 22 anni presso la stessa università, ha scritto e curato libri, è autrice di numerosi articoli e saggi in turco e inglese. Non è kurda ma l'interesse che le deriva dai suoi studi - storia e politica del Caucaso e dell'Asia centrale -, la sua attenzione ai diritti umani e ai diritti delle donne l'hanno fatta venire in contatto con le donne kurde che lavorano sugli stessi temi. Da lì è nata la loro collaborazione che si è intensificata negli anni, tant'è che si è iscritta al BDP, partito che ha fatto della causa kurda la sua bandiera, attento ai temi del lavoro ed alla partecipazione politica delle donne - un terzo dei suoi parlamentari sono donne -: le passioni di Busra, insieme ai temi ecologici. Il suo impegno ha sempre avuto alcuni punti fermi, tra cui primeggia la costruzione della pace intesa come lavoro per porre fine al confronto/scontro armato tra forze armate turche e PKK, da conseguire con metodi democratici. La sua più recente attività è legata alla redazione della nuova Costituzione turca, essendo stata nominata nella Commissione del BDP cui è stato assegnato questo compito. In tale veste ha ospitato, presso la sede del suo partito, i cinque rappresentanti del governo incaricati di scrivere la nuova Costituzione.

Pochi giorni fa sono stata ad Istanbul sperando di poter visitare Busra; ho presentato la domanda al Ministro della Giustizia del Governo turco per poter entrare in carcere il 17 ottobre; nella stessa data ho ricevuto una comunicazione che mi informava della necessità di una ulteriore verifica da parte del Ministero degli Affari Esteri essendo io cittadina straniera. Mi è arrivata la risposta positiva quando ormai non ero più in Turchia.

Considero comunque prezioso questo assenso che intendo usare più avanti, appena mi sarà possibile tornare a Ista, ma mi auguro che, quando tornerò ad Istanbul a gennaio, quella visita possa diventare inutile per l'avvenuta liberazione di Busra.

E' necessario mantenere viva l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale sulla Turchia e sul caso Busra Ersanli e degli altri arrestati ingiustamente come lei. Vi chiedo di firmare l'appello per la sua liberazione e per quella di altri detenuti colpevoli di difendere in modo pacifico i diritti umani, la democrazia, la libertà di espressione, i diritti del Popolo kurdo.

L'appello si trova sul sito: http://www.ipetitions.com/petition/detentionsinturkey/

 

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2 euro x 10 leggi

Su Twitter è apparsa una proposta che invitava le donne a comprare una pagina del Corriere della Sera per segnalare le 10 leggi inderogabili che le donne chiedono alla politica. Servono 50mila adesioni a 2 euro ciascuna. Ci stiamo provando. Sono state stilate le 10 proposte di legge (per cui si accettano suggerimenti e modifiche), si stanno raccogliendo le adesioni. Per saperne di più: la proposta originaria si trova sul sito http://www.ipaziaevviva.com; le 10 leggi, informazioni più dettagliate, le modalità per aderire alla raccolta dei 2 euro si trovano su http://2eurox10leggi.blogspot.com/p/le-10-leggi.html

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Premio Nobel per la Pace 2011

premiate tre donne africane

IL Comitato Norvegese ha assegnato il Premio Nobel per la Pace 2011 a tre donne:

Tawakkul Karman, una giornalista yemenita, attivista per i diritti umani, la pace e la democrazia che insieme al gruppo da lei fondato, “Donne giornaliste senza catene”, sta svolgendo un ruolo di leadership nella Primavera Araba dello Yemen.

Ellen Johnson Sirleaf, prima donna africana eletta Presidente della Liberia, che ha dato un forte contributo alla pacificazione del suo Paese, alla promozione dello sviluppo socio-economico, all'avanzamento della condizione delle donne e del loro ruolo nella società.

Leymah Gbowee, liberiana, attivista per la pace, che ha organizzato e mobilitato donne di etnie e religioni diverse per promuovere la pace nel suo Paese e la partecipazione delle donne alle elezioni.

Ho atteso la data del 7 ottobre con trepidazione. Quest'anno il premio Nobel per la Pace era grandemente atteso nel mondo femminile e femminista, sentivamo che un'attenzione particolare sarebbe stata rivolta all'impegno delle donne per il loro lavoro di costruzione della pace, di promozione dei diritti umani, di riconoscimento del ruolo delle donne nei vari ambiti della vita. Il Comitato per il Nobel ha risposto a queste aspettative e ne sono felice.