Interventi in aula – Pia Locatelli http://www.pialocatelli.info Una Socialista europea alla Camera per una Sinistra europea al Governo Fri, 30 Mar 2018 08:35:28 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.0.3 Partecipazione dell’Italia a missioni internazionali http://www.pialocatelli.info/partecipazione-dellitalia-a-missioni-internazionali/ http://www.pialocatelli.info/partecipazione-dellitalia-a-missioni-internazionali/#respond Wed, 17 Jan 2018 13:57:29 +0000 http://www.pialocatelli.info/?p=6170 Dichiarazione di voto

La premessa che è opportuno fare è che queste missioni vanno inquadrate negli sforzi che l’Italia va facendo, e non da ieri, per contrastare il traffico di uomini e donne, i traffici criminali di ogni genere e il terrorismo internazionale.
Che se ne debba occupare il Parlamento è fuori discussione come è indiscutibile che questa assemblea sia in carica nel pieno dei suoi poteri, come recita l’art.61 della Carta (“Finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti.”)
D’altra parte il voto che ci accingiamo a esprimere, non riguarda soltanto le nuove missioni da avviare per il 2018: in Niger, in Libia, missione nuova solo in parte perché integra le attività della precedente missione, in Tunisia, la Minurso per il referendum nel Sahara occidentale…. ma anche il prosieguo delle missioni internazionali e delle iniziative di cooperazione allo sviluppo già in corso.

Nessuno può immaginare che all’improvviso vi sia un totale capovolgimento delle linee fin qui seguite a salvaguardia dell’interesse nazionale né tantomeno del quadro di alleanze che l’Italia dal dopoguerra a oggi ha mantenuto.
Per quanto riguarda il nuovo impegno in Niger e la parziale modifica di quello in Libia, essi rientrano nell’opera di contrasto al traffico di esseri umani e al terrorismo internazionale e pur accettando in via di principio l’idea che possano essere stati commessi errori nell’opera di contrasto, è indiscutibile che è solo grazie a essa che oggi vi sia una maggiore e più efficace presenza degli organismi internazionali sul posto.
Il voto favorevole dei socialisti, che ci accingiamo a dare, poggia infine sulla consapevolezza che l’Italia abbia sempre mantenuto fede alle decisioni assunte in sede Onu, di coniugare la sicurezza con il rispetto dei diritti umani, l’impegno militare con quello civile e che l’Italia sia tra i paesi impegnati ad implementare le Risoluzione ONU 1325 e successive sul coinvolgimento e la partecipazione delle donne al processo di pace e sicurezza. Infine ringrazio i due relatori per l’accoglimento, nella premessa della risoluzione, della proposta socialista di riportare, in vista della prossima relazione annuale i dati relativi alla presenza delle donne  all’interno del personale impiegato in tutte e ciascuna delle  missioni internazionali.

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Legge di bilancio, la fiducia dei socialisti http://www.pialocatelli.info/legge-di-bilancio-la-fiducia-dei-socialisti/ http://www.pialocatelli.info/legge-di-bilancio-la-fiducia-dei-socialisti/#respond Thu, 21 Dec 2017 15:44:19 +0000 http://www.pialocatelli.info/?p=6145 Dichiarazione di voto

Il gruppo Socialista voterà la fiducia al Governo, manifestando ancora una volta il disagio per l’abuso del ricorso a questo strumento. E se questa volta la richiesta di fiducia è giustificata dall’urgenza evidentissima del provvedimento, troppe volte siamo stati chiamati a votarla su provvedimenti che avrebbero meritato un ampio dibattito parlamentare.

Temiamo che questo modo di procedere finisca per scolorire il profilo dei partiti e il ruolo stesso del Parlamento, accrescendo la distanza che separa la politica dai cittadini. Di tutto ciò non incolpiamo, se non di risulta, il Governo in carica che ha dato prova di essere stato sorprendentemente efficace, nella sua breve durata, un anno, come testimonia l’apprezzamento diffuso nel Paese e anche taluni riconoscimenti giunti dalle opposizioni.

Due minuti non consentono bilanci di fine legislatura ma vorrei ricordare, con soddisfazione, l’avvenuta approvazione della legge sul testamento biologico, che ha fatto fare a questo Paese un passo avanti sul piano delle libertà e dei diritti civili, ancora più significativo perché compiuto in una stagione in cui il progressivo imbarbarimento della politica, anche a livello europeo, lungo derive nazionaliste, xenofobe e neofasciste, non sembra più un pericolo così lontano.

Il Governo Gentiloni merita l’apprezzamento dei socialisti anche per i passi compiuti in tema di controllo e gestione dei flussi migratori, grazie anche a una intelligente condotta dei rapporti con i Paesi interessati dal fenomeno. Allo stesso modo ricordiamo, senza elencarli, che ha varato altri provvedimenti forse di minore rilevanza mediatica, ma non meno importanti.

Nel dichiarare che la componente socialista voterà la fiducia, lascio al collega Pastorelli di entrare nel merito della legge di bilancio e ricordare alcune misure che abbiamo fortemente sostenuto in questa aula.

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Mozione sul Consiglio europeo di dicembre http://www.pialocatelli.info/mozione-sul-consiglio-europeo-di-dicembre/ http://www.pialocatelli.info/mozione-sul-consiglio-europeo-di-dicembre/#respond Tue, 12 Dec 2017 18:15:12 +0000 http://www.pialocatelli.info/?p=6105 Dichiarazione di voto

Il Consiglio europeo dei prossimi giorni ha un’agenda impegnativa e la risoluzione di maggioranza, che abbiamo sottoscritto, non poteva non essere altrettanto ricca.

Parto dal Vertice di Goteborg, che finalmente si è concentrato su come stimolare la crescita inclusiva, come creare posti di lavoro equo e come sviluppare pari opportunità tra donne e uomini. Sembra, quindi, come ha detto l’ambasciatore svedese in Italia, che stiamo riprendendo la strada “per un’Europa più inclusiva che mette al primo posto occupazione e crescita eque”.

Brexit: si è conclusa una fase dei negoziati e , come era prevedibile, non è esito vantaggioso per i britannici: alcune decine di miliardi da pagare, più del doppio della loro offerta iniziale, per anni pieni diritti ai cittadini europei residenti in UK, nessuna frontiera tra Irlanda del Nord e Irlanda. Ora si apre la seconda fase delle trattative. Io mi auguro che tra un anno il parlamento non ratificherà l’accordo e si ritorni ad un nuovo referendum. Qualcuno ci sta lavorando e noi facciamo il tifo per questo gruppo di lavoro.

Ultime due brevissime note: abbiamo apprezzato la posizione dell’Alta Rappresentante Mogherini su Gerusalemme: nessun Paese della Ue seguirà l’esempio degli USA. Una posizione netta che conferma quanto sosteniamo da tempo: la soluzione del conflitto può avvenire solo con la nascita di sue Stati con Gerusalemme capitale di entrambi. In questa legislatura abbiamo presentato una mozione, votata dalla Camera, per il riconoscimento dello Stato palestinese, mi auguro che il Governo faccia il possibile perché si concretizzi.

Infine un’altra buona notizia: nel Consiglio che ha tenuto a Lisbona l’1-2 dicembre il PSE ha approvato a larghissima maggioranza la proposta di liste europee transnazionali per le prossime elezioni del Parlamento europeo. Un passo avanti per più Europa.

Voteremo la risoluzione della maggioranza che abbiamo sottoscritto.

 

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Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 14 e 15 dicembre 2017 http://www.pialocatelli.info/comunicazioni-del-presidente-del-consiglio-dei-ministri-in-vista-del-consiglio-europeo-del-14-e-15-dicembre-2017/ http://www.pialocatelli.info/comunicazioni-del-presidente-del-consiglio-dei-ministri-in-vista-del-consiglio-europeo-del-14-e-15-dicembre-2017/#respond Tue, 12 Dec 2017 18:12:11 +0000 http://www.pialocatelli.info/?p=6101 Discussione generale

La Commissione europea ha varato cinque progetti “per il completamento della Unione economica e monetaria” tra cui in prima battuta, l’inserimento del fiscal compact nei Trattati, poi nel diritto europeo. La delegazione dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo ha considerato dannosa questa iniziativa. Sul tema il Presidente del Consiglio, ha affermato qualche giorno fa che l’Unione Monetaria “deve mirare a più crescita e convergenza”, cauto nella forma, ma pronunciando sostanzialmente un No alle politiche di austerità e quindi, a nostro parere, anche all’iniziativa della Commissione. Mentre apprezziamo la strada imboccata sulla Difesa Comune Europea, l’inserimento del fiscal compact nei Trattati rafforzerebbe i poteri già eccessivi, della Commissione, poteri regolatorio-amministrativo-burocratici che le danno il controllo dell’agenda di Bruxelles. Il nostro debito pubblico condiziona, anche in prospettiva, la nostra capacità di incidere sull’agenda politica di Bruxelles, ma non si può continuare a realizzare il progetto europeo a compartimenti stagni, implementando sempre solo quello economico-finanziario e non quello politico. Le linee di sviluppo economico non possono essere determinate da istituzioni che non hanno una legittimazione democratica attraverso il voto.
Questo allarga il fossato fra i cittadini e istituzioni e non ci difende dalle pulsioni nazionalistiche e populiste.
La giustificazione non può più essere “lo facciamo per il vostro bene anche se non siete d’accordo”. Questo ci fa sentire meno europei, non più europei.Infine assistiamo con stupore alle critiche sulla gestione del fenomeno migratorio. Se qualche organizzazione è in grado di svelare quanto sta avvenendo in Libia, è grazie anche a quanto ha fatto l’Italia. Noi rispetto ad altri Paesi possiamo dire di aver cercato soluzioni e anche di aver fatto qualcosa di utile e questo ci dovrebbe essere riconosciuto. Dovremmo rivendicarlo tutti come un Paese unito dove non ci si azzuffa sempre su tutto per qualche voto in più.

 

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Consiglio europeo, fiscal compact pericoloso inserirlo nei Trattati http://www.pialocatelli.info/consiglio-europeo/ http://www.pialocatelli.info/consiglio-europeo/#respond Tue, 12 Dec 2017 18:08:55 +0000 http://www.pialocatelli.info/?p=6098 “Mentre apprezziamo la strada imboccata sulla Difesa Comune Europea, l’inserimento del fiscal compact nei Trattati rafforzerebbe i poteri già eccessivi, della Commissione, poteri regolatorio-amministrativo-burocratici che le danno il controllo dell’agenda di Bruxelles. Le linee di sviluppo economico non possono essere determinate da istituzioni che non hanno una legittimazione democratica attraverso il voto. Questo allarga il fossato fra i cittadini e istituzioni e non ci difende dalle pulsioni nazionalistiche e populiste. La giustificazione non può più essere lo facciamo per il vostro bene anche se non siete d’accordo. Lo ha detto Pia Locatelli intervenendo in Aula nel corso del dibattito seguito alle comunicazioni del Presidente del Consiglio, in vista del prossimo Consiglio europeo.

Nel corso della discussione, a cui ha fatto seguito la votazione della mozione di maggioranza, Pia Locatelli ha toccato il tema dell’immigrazione affermando che “assistiamo con stupore alle critiche sulla gestione del fenomeno migratorio.Se qualche organizzazione è in grado di svelare quanto sta avvenendo in Libia, è grazie anche a quanto ha fatto l’Italia. Noi rispetto ad altri Paesi possiamo dire di aver cercato soluzioni e anche di aver fatto qualcosa di utile e questo ci dovrebbe essere riconosciuto. Dovremmo rivendicarlo tutti come un Paese unito dove non ci si azzuffa sempre su tutto per qualche voto in più”.

Pia Locatelli ha poi “apprezzato la posizione dell’Alta Rappresentante Mogherini su Gerusalemme: nessun Paese della Ue seguirà l’esempio degli USA. Una posizione netta che conferma quanto sosteniamo da tempo: la soluzione del conflitto può avvenire solo con la nascita di sue Stati con Gerusalemme capitale di entrambi. In questa legislatura  – ha detto – abbiamo presentato una mozione, votata dalla Camera, per il riconoscimento dello Stato palestinese, mi auguro che il Governo faccia il possibile perché si concretizzi”.

L’intervento al dibattito

La dichiarazione di voto

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Diffusione dei parchi giochi inclusivi. http://www.pialocatelli.info/diffusione-dei-parchi-giochi-inclusivi/ http://www.pialocatelli.info/diffusione-dei-parchi-giochi-inclusivi/#respond Tue, 05 Dec 2017 14:34:16 +0000 http://www.pialocatelli.info/?p=6073 Discussione delle mozioni  volte a favorire la diffusione dei parchi giochi inclusivi.

I socialisti voteranno a favore di questa mozione che arriva in quest’Aula a due giorni dalla giornata mondiale del disabile e che rientra in una serie di provvedimenti, approvati in questa legislatura, che rendono il Paese più civile e più rispettoso dei diritti delle persone diversamente abili.

Penso alla legge “sul dopo di noi”, alla legge sull’autismo, all’emendamento approvato in Senato nella manovra di bilancio in favore di caregiver, i famigliari, e sono soprattutto donne, che assistono malati gravi. Questa mozione ottempera, ma non completa, la lunga lista di iniziative che si dovrebbero intraprendere per rendere meno difficile la vita dei disabili e ci avvicina di un altro passo all’attuazione della Convenzione dell’ONU per i diritti delle persone con disabilità e dell’altra Convenzione Onu, quella dei diritti del fanciullo, tracui c’è anche il diritto al gioco.

Un provvedimento che ha il pregio di insistere, fin dal suo titolo, sul concetto di inclusione, mirando non a creare appositi parchi giochi per i bambini affetti da disabilità, ma di far sì che quelli esistenti siano resi accessibili a tutti. Un’inclusione che dovrebbe riguardare tutti gli aspetti della vita, a cominciare dalle scuole, dove sappiamo che ci sono almeno 60 mila alunni disabili con orari inadeguati per il sostegno, pochi insegnanti, tra cui molti precari e quindi impossibilitati a garantire una continuità didattica che in alcuni casi è fondamentale.

Un’inclusione che dovrebbe cominciare dalle nostre strade, dai nostri mezzi pubblici: basta girare per le vie del centro di Roma per rendersi conto dell’impossibilità di muoversi con una carrozzina. Gli esempi potrebbero essere tantissimi e se guardiano agli altri Paesi d’Europa, a quanto hanno fatto e fanno per rendere luoghi, strade, edifici, accessibili a tutti, il paragone è impietoso. Oggi compiamo un altro passo augurandoci, visto che siamo a fine legislatura, che l’impegno preso da questo Governo sia mantenuto anche dal prossimo: le leggi di civiltà non dovrebbero avere colore politico.

 

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Decreto fiscale, i socialisti votano la fiducia http://www.pialocatelli.info/decreto-fiscale-i-socialisti-votano-la-fiducia/ http://www.pialocatelli.info/decreto-fiscale-i-socialisti-votano-la-fiducia/#respond Thu, 30 Nov 2017 09:09:36 +0000 http://www.pialocatelli.info/?p=6050 Dichiarazione di voto

Il gruppo Socialista voterà la fiducia al Governo, anche se dobbiamo ancora una volta sottolineare l’abuso del ricorso a questo strumento nella legislatura. E se questa volta la richiesta di fiducia è giustificata dall’urgenza e dalla natura del provvedimento, che va necessariamente approvato entro l’anno, ci siamo trovati molte volte – troppe – a votare la fiducia su provvedimenti che avrebbero meritato un ampio dibattito parlamentare e non una semplice ratifica da parte della Camera. Allora, visto che il ricorso alla fiducia appare generalizzato e diffuso in maniera anomala, mi auguro che se ne voglia abusare anche su altri provvedimenti che stanno a cuore ai cittadini e che sarebbe opportuno approvare entro la fine della legislatura, primo fra tutti, ma non solo, il testamento biologico. E’ chiaro, noi ribadiamo la nostra contrarietà al ricorso patologico, nel senso di eccessivo, alla fiducia, ma visto che ci sono tanti provvedimenti, usiamola questa volta per non vanificare il lungo lavoro che abbiamo fatto in questi anni.

Il collega Pastorelli entrerà più diffusamente nel merito di questo provvedimento, che contiene alcune misure che abbiamo fortemente sostenuto nelle scorse settimane. Tra gli elementi positivi, voglio esprimere soddisfazione per la decisione del Governo di correggere un grave errore contenuto nella riforma del codice penale, che consentiva di estinguere il reato di stalking con una semplice pena pecuniaria. Avevo segnalato la questione al Ministro Orlando nel corso di un question-time; il Ministro si era impegnato e sono felice che abbia mantenuto la promessa: la correzione è una risposta concreta ad un errore che avrebbe vanificato la capacità di deterrenza della norma, oltre che un messaggio di banalizzazione del reato di stalking.

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Iran, interpellanza su condanna a morte del ricercatore Djalali http://www.pialocatelli.info/5925-2/ http://www.pialocatelli.info/5925-2/#respond Fri, 10 Nov 2017 10:29:36 +0000 http://www.pialocatelli.info/?p=5925 Il testo dell’interpellanza

Il 21 ottobre 2017, esattamente venti giorni fa, il dottor Djalali, un medico ricercatore iraniano di 45 anni, è stato condannato a morte da un giudice del tribunale rivoluzionario dell’Iran con l’accusa di essere una spia al servizio di Israele. L’esecuzione della condanna a morte potrebbe essere imminente e fare seguito alla scadenza dei venti giorni concessi per proporre un ricorso contro la sentenza.

Il dottor Djalali, che è di cittadinanza iraniana, ma residente in Svezia, è stato arrestato senza mandato o senza un’accusa ufficiale il 24 aprile dello scorso anno mentre si trovava in Iran per un ciclo di conferenze presso le università di Teheran e Shiraz; imprigionati in una sezione speciale del carcere di Evin, gli è stato negato un avvocato ed ha effettuato scioperi della fame e della sete per ribadire la propria innocenza ed ottenere un giusto processo. Ad oggi, restano ignote le prove che ne hanno determinato l’arresto e la condanna.

Il dottor Djalali, medico ed esperto di medicina dei disastri di emergenza, è uno scienziato conosciuto e rispettato nella comunità scientifica internazionale per le sue ricerche e per il suo insegnamento di alta qualità. Dal 1997 al 2007 ha lavorato in Iran nel campo della gestione dei disastri naturali e tecnologici in qualità di ricercatore, docente e programmatore, prima presso il Ministero della salute e poi all’Istituto di ricerca sulle catastrofi naturali.

Nel 2008 ha iniziato un dottorato di ricerca presso il Karolinska Institutet a Stoccolma, e ha poi ottenuto il master europeo di medicina dei disastri presso l’Università di Vercelli e quella di Bruxelles. Dal 2012 al 2016 è stato ricercatore post-doc presso il centro di ricerca Emergencyanddisastermedicine dell’Università del Piemonte Orientale, ed è accademico affiliato a Stoccolma e a Bruxelles. Ha inoltre coordinato vari programmi di formazione e di ricerca della Commissione europea per i sistemi sanitari nel settore della gestione della crisi, dell’istruzione, del terrorismo e degli eventi CBRNE – che è un acronimo che sta per chimici, biologici, radiologici, nucleari ed esclusivi – dei Paesi della UE. Nello stesso tempo ha mantenuto la cooperazione accademica e operativa con le università e i centri di ricerca iraniani per la gestione della crisi e i programmi di difesa passiva, tutti pubblici e non classificati sotto l’aspetto della sicurezza. La motivazione della condanna a morte risiederebbe nella collaborazione del medico ricercatore con Paesi nemici, con un riferimento specifico allo Stato di Israele, ma è stato lo stesso Djalali, secondo quanto riferito in un articolo della rivista Nature, a fornire una ben diversa spiegazione del suo arresto: il dottor Djalali non solo non ha mai coltivato gli interessi di Israele o di qualsiasi altro Stato straniero, ma esattamente, al contrario, il suo arresto sarebbe la conseguenza del suo rifiuto a raccogliere informazioni per conto dei servizi segreti iraniani durante la sua permanenza all’estero; la sua attività di ricercatore lo ha portato infatti a visitare strutture ospedaliere e di ricerca in diversi Paesi, compresa l’Italia.

Di sicuro, come testimoniato da numerosissimi attestati di scienziati e ricercatori, non ultimi i rettori delle università di Stoccolma, Bruxelles e Torino, il dottor Djalali è uno stimatissimo ricercatore che si è occupato del ruolo degli ospedali in caso di catastrofe e della sicurezza degli stessi nell’esposizione a rischi diversi, compresi quelli chimici, batteriologici e nucleari, nonché nella formazione dei professionisti che operano nella risposta ai disastri di varia natura. Al di là della personalità del dottor Djalali, della gravità del fatto che l’accusa e l’arresto di uno scienziato suonano come una pericolosa minaccia alla libertà e all’indipendenza della ricerca scientifica, dell’apparente pretestuosità delle accuse che gli sono state mosse, della modalità del suo arresto e della sua detenzione, proprio per la qualità e la quantità dei rapporti che intercorrono tra l’Italia e la Repubblica Iraniana, per l’amicizia che lega i nostri popoli, non possiamo accettare in silenzio che si allunghi ulteriormente la lista delle esecuzioni capitali inflitte dai tribunali di quel Paese. Per questo, le chiediamo di sapere quali iniziative il Governo italiano abbia adottato nei mesi scorsi, come dichiarato dal Ministro degli affari esteri, Angelino Alfano, il 23 ottobre 2017, e quali ulteriori passi intenda adottare alla luce dell’imminente – proprio oggi – scadenza dei tempi per scongiurare l’esecuzione della sentenza e restituire alla libertà il dottor Djalali.

La risposta del sottosegretario Giro

Presidente, la Farnesina, anche per il tramite dell’ambasciata italiana a Teheran, segue con attenzione il caso del dottor Djalali, cittadino iraniano residente in Svezia che in passato ha collaborato anche con l’Università Statale del Piemonte Orientale; segue la sua situazione sin dal gennaio 2017, quando è giunta la notizia del suo arresto in Iran, nell’aprile 2016, con l’accusa di attività sovversiva e spionaggio.

Abbiamo sollevato il caso più volte con le autorità iraniane, sia a livello diplomatico, con il nostro ambasciatore, che a livello politico, come Farnesina, e continueremo a sensibilizzare Teheran al riguardo. La Farnesina ha affrontato anzitutto, per la prima volta, il tema con l’ambasciatore iraniano a Roma il 7 febbraio scorso. Successivamente, la Ministra fedeli ha sollevato la questione nel corso della sua missione Iran, il 19 e 20 aprile, così come il sottosegretario Amendola, in visita a Teheran dal 2 al 4 maggio scorso. A giugno, l’ambasciatore d’Italia a Teheran ha svolto un passo con il Segretario generale del Consiglio supremo dei diritti umani, Javad Larijani. Il sottosegretario Amendola ha nuovamente ricordato il caso al Viceministro iraniano Ravanchi nel corso della sua missione a Teheran il 5 e 6 agosto scorsi, auspicandone una positiva soluzione in uno spirito umanitario e nel rispetto dell’ordinamento interno iraniano.

Malgrado tali interventi, cui si aggiungono quelli condotti dai partner dell’Unione europea, inprimisdella Svezia, che, in base alla propria normativa nazionale è tenuta a fornire protezione consolare anche agli stranieri residenti sul suo territorio, il 24 ottobre scorso il procuratore generale di Teheran ha dichiarato pubblicamente che Djalali è stato condannato a morte per spionaggio a favore di Israele e contrasto alla volontà di Dio. Il dottor Djalali ha 20 giorni a disposizione per presentare appello. La questione è stata immediatamente discussa inloco dai capi missione dell’Unione europea, e il 28 ottobre scorso l’ambasciata d’Italia si è associata al passo congiunto effettuato dall’ambasciatore della Bulgaria, Paese che rappresenta inloco la Presidenza del Consiglio dell’Unione europea presso il Dipartimento dei diritti umani del Ministero degli esteri iraniano. In tale occasione sono stati ripercorsi i passaggi essenziali del caso Djalali ed evidenziata la preoccupazione dei Paesi e delle pubbliche opinioni dell’Unione Europea per la sentenza a morte recentemente comminata. Sono state altresì ricordate la contrarietà dell’Unione europea alla pena di morte e l’espresso auspicio che si svolga un giusto processo, e che vengano consentite visite regolari al detenuto da parte di conoscenti e familiari.

Da parte iraniana è stato osservato che, sulla base delle informazioni ricevute dal potere giudiziario, si tratta di una questione di estrema sensibilità che attiene alla sicurezza nazionale. Sono state ricordate le dichiarazioni del procuratore generale di Teheran, il quale ha accusato il ricercatore di aver fornito al Mossad informazioni sui siti nucleari e militari della Repubblica islamica, nonché il suo presunto coinvolgimento nell’uccisione di alcuni scienziati iraniani negli anni scorsi. Gli interlocutori iraniani hanno peraltro sottolineato che si tratta di una sentenza di primo grado e che Djalali potrà far ricorso, aggiungendo che, per i casi di condanna a morte, sono previsti meccanismi di tutela aggiuntivi che contemplano anche l’intervento del capo del potere giudiziario. Le autorità iraniane hanno inoltre assicurato che è in fase di organizzazione un incontro tra l’ambasciata interessata e il Consiglio supremo dei diritti umani del potere giudiziario per approfondire le denunce della famiglia del detenuto in base alle quali egli non avrebbe potuto beneficiare di un giusto processo, né gli sarebbe stato concesso di essere difeso dal suo avvocato di fiducia. Il Governo continuerà, in stretto raccordo con i Paesi partner Unione europea, a sollevare la questione con le autorità di Teheran, ponendo enfasi sul legame tra il ricercatore e il nostro Paese e sui risvolti umanitari della vicenda.

La replica di Pia Locatelli

Posso dire che sono soddisfatta per questi continui interventi da parte delle autorità italiane, e mi riferisco all’intervento del nostro ambasciatore, della Ministra Fedeli, dei ripetuti interventi del sottosegretario Amendola e degli interventi dei partner europei. Il caso è stato veramente seguito, ma non ci sono arrivati segnali di speranza da parte di quel Paese rispetto – dal mio punto di vista – ad una restituzione alla legalità di questo scienziato iraniano. L’unica speranza che posso vedere in questo scambio tra autorità iraniane e le autorità italiane ed europee è che si tratta una sentenza di primo grado, quindi possiamo prendere tempo, e avendo tempo forse si possono ulteriormente accentuare le pressioni del nostro Paese nei confronti di quel Paese.

Noi abbiamo una lunga e ricca tradizione di rapporti politici, economici e culturali con l’Iran che meritano la più grande attenzione, e sinceramente ci auguriamo vivamente che proseguano e si sviluppino ulteriormente nell’interesse dei reciproci popoli e del reciproco rispetto, ma ci sono delle cose che noi non possiamo accettare.

Proprio per la solidità e insieme la complessità di questi rapporti chiediamo che le autorità giudiziarie iraniane assicurino al dottor Djalali un trattamento non solo nel pieno rispetto dei diritti umani, ma anche che rispondano positivamente alle denunce fatte dalla famiglia del dottor Djalali di rispetto anche della regolarità di questo giudizio secondo l’ordinamento iraniano. E riteniamo fondamentale che il nostro Paese sia a fianco delle comunità scientifiche internazionali in difesa delle libertà fondamentali dei ricercatori. Noi non possiamo che ribadire con forza il diritto alla libertà della cultura e nella cultura, della ricerca e nella ricerca, a maggior ragione quando c’è di mezzo una condanna a morte, e quindi la vita di un esponente di questa comunità internazionale scientifica.

L’Italia ha abolito la pena di morte e ne sostiene convintamente l’abolizione in tutto il mondo, e, purtroppo, la Repubblica islamica dell’Iran, insieme ad altri Stati, continua a comminare la pena capitale. L’anno scorso, secondo l’Iran Human Rights, le condanne a morte eseguite sarebbero state 530, e, sebbene il dato sia inferiore rispetto al numero annuale delle esecuzioni avvenute negli ultimi cinque anni in quel Paese, con una media di più di una sentenza al giorno, questo rimane il Paese con il più alto numero di pene capitali di cui abbiamo dati abbastanza certi. Forse noi ci eravamo illusi che qualcosa stesse cambiando in quel Paese, che è considerato davvero un partnerimportante politico, oltre che economico e finanziario, dalla comunità internazionale.

Ma come possiamo considerarlo così importante se disconosce in modo così plateale, se nega i principi fondamentali, fondanti, dei diritti umani sanciti nei trattati internazionali? Che interlocuzione internazionale possiamo avere? E, quindi, impedire la condanna a morte del dottor Djalali vuol dire contribuire anche a combattere questa battaglia per i diritti umani in Iran e a combattere la pena capitale. A proposito di pena capitale nel mondo, lo scorso dicembre l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato, con una maggioranza schiacciante, la sua sesta risoluzione in favore di una moratoria sulle esecuzioni, in vista – ci auguriamo, ma intensamente ci auguriamo – dell’abolizione della pena di morte, che è un impegno al quale siamo chiamati tutti noi che ci impegniamo a difendere i diritti umani.

E riteniamo – è una speranza che abbiamo – che sia solo una questione di tempo prima che la pena capitale sia destinata ai libri di storia. Negli ultimi dieci anni, cioè dal 2007 ad oggi, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, come dicevo, ha adottato sei risoluzioni per la moratoria globale sulla pena di morte, con una maggioranza di voti sempre crescente, e da quell’anno 13 Paesi hanno abolito la pena di morte per tutti i reati. Ecco, su un totale, la volta scorsa, a dicembre, il 19 dicembre mi pare, di 193 Stati membri delle Nazioni Unite, 117 hanno votato a favore della moratoria e soltanto 40 hanno votato contro e 13 si sono astenuti, che è un passo avanti. Questa risoluzione sulla moratoria stabilisce che la pena di morte è un tema di preoccupazione globale per i diritti umani. Questo percorso, che è positivo, chiaramente non è sempre lineare, perché, se abbiamo visto nuovi Paesi, nel dicembre del 2016, votare a favore della risoluzione, abbiamo anche visto, ad esempio, lo Zimbabwe, che è passato dal voto contrario all’astensione, ma abbiamo anche visto Paesi, come le Filippine, la Guinea, il Niger e le Seychelles, che si sono astenuti, dopo aver precedentemente votato a favore.

Per cui, un percorso, un trend positivo, con, però, delle incertezze. Però, se pensiamo che nel 1945, anno di fondazione delle Nazioni Unite, solo otto dei 51 Paesi di allora, membri di allora delle Nazioni Unite, avevano abolito la pena di morte, allora vediamo il trend positivo. Quindi è un percorso di speranza; però, non basta sperare, questo è il problema.

Non basta sperare, dobbiamo compiere tutte le azioni che sono nella nostra disponibilità; e, per questo, riteniamo sia nostro dovere esercitare, continuare ad esercitare quotidianamente tutte le pressioni possibili sugli Stati con i quali interagiamo in questo momento, in modo particolare con l’Iran, indicando che noi ci opponiamo alla pena di morte in ogni circostanza e senza eccezione, a prescindere dalla natura o dalle circostanze del reato, dalla colpevolezza o dall’innocenza o da altre caratteristiche delle persone coinvolte o dal metodo usato per eseguire la pena capitale, a partire, ovviamente, come dicevo, dal caso che abbiamo sollevato con questa interpellanza, il caso del dottor Djalali, per il quale chiediamo in primis il rispetto delle garanzie della giustizia, ma, soprattutto, la restituzione quanto prima della sua libertà.

L’Italia deve svolgere un ruolo importante in questa che definiamo tragica vicenda, sia attraverso le nostre sedi diplomatiche, che mi pare lo stiano facendo, sia coinvolgendo le istituzioni europee, e in particolare l’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza Federica Mogherini, per scongiurare l’esecuzione della sentenza e restituire la libertà al dottor Djalali.

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Legge europea 2017 http://www.pialocatelli.info/legge-europea-2017-2/ http://www.pialocatelli.info/legge-europea-2017-2/#respond Wed, 08 Nov 2017 16:23:12 +0000 http://www.pialocatelli.info/?p=5892 Dichiarazione di voto

Noi Socialisti voteremo a favore su questo provvedimento, così come abbiamo fatto nel luglio scorso, e ci rammarichiamo del ritardo con cui viene approvato a causa delle piccole e forse evitabili modifiche apportate al Senato. Se non mi sbaglio, non è mai avvenuto un doppio passaggio su questo provvedimento. Comunque, compiamo un altro importante passo in avanti nella riduzione delle procedure di infrazione a danno dell’Italia che praticamente si dimezzano rispetto al 2014: eravamo a 121 e siamo a 64. Un cammino virtuoso, perché essere in conformità con le disposizioni europee aumenta la qualità della nostra legislazione e, al tempo stesso, consente economie, nel senso che riduciamo le risorse destinate a multe, sanzioni ed interessi. Questa riduzione indica due cose: capacità di lavoro e adesione al dettato europeo, e ci va bene perché noi siamo europeisti convinti. Certo, non tutto quello che ci viene dall’Europa ci piace ma più che lamentarci in quest’Aula dovremmo intervenire a monte, nella fase ascendente della definizione dei provvedimenti, e in quelle sedi europee dove spesso vengono prese le decisioni mentre lì a volte siamo un po’ assenti.

Concludo con una nota fuori tema, ma è un tema che mi sta particolarmente a cuore perché mi sta a cuore l’Europa, ci sta a cuore l’Europa. Appunto, sapendo di essere fuori tema invito il Governo a sostenere convintamente, in tutte le sedi possibili, la proposta di destinare i 73 seggi lasciati vuoti dall’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea a liste transnazionali per favorire un processo di ulteriore integrazione europea attraverso la competizione tra programmi e liste di partiti politici non più su base nazionale ma su base transnazionale europea

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Mozioni contro la violenza alle donne http://www.pialocatelli.info/mozioni-contro-la-violenza-alle-donne/ http://www.pialocatelli.info/mozioni-contro-la-violenza-alle-donne/#respond Tue, 07 Nov 2017 15:15:47 +0000 http://www.pialocatelli.info/?p=5867 Dichiarazione di voto

E’ difficile intervenire su questo tema per l’ennesima volta, si rischia di essere ripetitivi. Ma certi concetti vanno ripetuti:  per anni la violenza sulle donne è stata considerata un fatto privato, adesso finalmente ci si è accorti della dimensione di questo tragico fenomeno che da “questione di donne” è diventato un fatto pubblico che riguarda tutti e tutte. Un primo passo, certo, ma quanti passi sono ancora necessari per fare quanto ci chiede la Convenzione di Istanbul, il nostro primo atto legislativo in questa legislatura, il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che crea un quadro giuridico completo per proteggere le donne contro qualsiasi forma di violenza.

Le violenze continuano e ci sentiamo impotenti perché l’elenco delle cose da fare è lungo, ne abbiamo indicate alcune nella nostra risoluzione che sono state accettate per larghissima parte dal Governo.

Se però dovessi indicare due priorità, direi prima di tutto che dobbiamo rompere il silenzio, ed aiutare a rompere il silenzio. Per fare questo ciascuno deve fare la sua parte: le istituzioni, la società civile, il mondo della scuola e dell’università le televisioni pubbliche e private, i social media, soprattutto creare le condizioni perché se una vittima di violenza rompe il silenzio, non rischi di diventare un’altra volta vittima in un mondo che troppo spesso dice: se l’è cercata.

Second priorità, educare fra le giovani generazioni, le ragazze perché siano in grado di cogliere la violenza sottile, invisibile, i segnali premonitori (early warnings) di una relazione malata, violenta e se ne allontanino in tempo.

Fermare questa tragedia è impegno che riguarda tutti e tutte, in particolare chi come noi si trova a ricoprire ruoli istituzionali. E significa assumere impegni precisi per avviare azioni di contrasto, protezione, prevenzione, sensibilizzazione con politiche attive, coerenti e coordinate.

Dobbiamo avere sempre in mente – ce lo ha ricordato Chiara Saraceno in articolo di qualche mese fa – che ad oltre 70 anni dall’accesso al voto per le donne italiane l’habeas corpus, il diritto alla propria integrità fisica, persino alla vita, è uno dei diritti più insicuri.

 

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