martedì 18 Luglio 2017

Utoya, una strage xenofoba da non dimenticare


“Sabato 22 luglio cadrà il sesto anniversario della strage di Utoya. Una strage totalmente nascosta all’opinione pubblica nel suo preciso significato politico. Vennero uccisi 69 giovani socialisti e laburisti di tutta Europa, perché favorevoli ai valori del multiculturalismo, dell’immigrazione, dell’Unione Europea”. Lo ha ricordato Pia Locatelli in un’intervento a fine seduta. “Oggi lo stragista Anders Behring Breivik è in carcere ma il suo manifesto politico, scritto tra il 2009 e il 2011, inviato via mail in tutta Europa, minaccia di realizzarsi. Il suo obiettivo è cacciare tutti gli immigrati, soprattutto quelli islamici, dal nostro continente. Per raggiungere questa meta Brevik elenco’ nel suo Compendium i partiti che avrebbero potuto agevolare l’impresa: Russia Unita di Putin, Le Pen in Francia, English Defence League in UK, Jobbik in Ungheria. Lega e Forza Nuova in Italia. Ebbene nel 2014 questi partiti hanno creato un gruppo unico all’Europarlamento e hanno rafforzato i loro rapporti con Mosca. Tutti ricordano il Bataclan, Nizza, Berlino e Manchester. Nessuno ricorda Utoya. Eppure per numero di morti ed efferatezza Utoya e’ stata una delle piu’ sanguinose stragi del nuovo millennio. La strage fu la punta violenta di quegli slogan che oggi sono ripetuti a gran voce da Le Pen e Salvini.

Che risposta vuole dare l’Europa? Un eventuale Governo con la Lega che risposta darebbe a questo fenomeno epocale?

Intendo ricordare Utoya solennemente perché fu la prima evidenza violenta di questo pensiero anti immigrazione e xenofobo che allontana le soluzioni per alimentare paure e irrazionalità all’unico scopo di guadagnare consensi elettorali.

E intendo ringraziare ancora una volta Luca Mariani che con il suo prezioso libro su questa strage “Il silenzio sugli innocenti” ha impedito la cancellazione della sua memoria”.