martedì 12 settembre 2017

Propaganda fascista, la Camera approva il reato


 

“Noi socialisti ci siamo interrogati se fosse necessario introdurre un nuovo reato a fronte delle due leggi che già intervengono sul tema: la legge Scelba del ’52 e la legge Mancino del ’93. Ma, al di là di questo provvedimento, noi socialisti riteniamo sia necessario alzare il livello di allarme e le barriere di una difesa preventiva contro la diffusione di un morbo che, pure nei suoi aspetti più folcloristici, rischia di essere in grado di inquinare le coscienze dei giovani, preparando quel terreno di coltura favorevole alla crescita del razzismo, della xenofobia, della violenza”. Lo ha detto Pia Locatelli esprimendo il sì dei socialisti alla Camera  sul reato di propaganda del regime fascista e nazifascista.

“Manifestiamo questa preoccupazione – ha aggiunto –  invitando a riflettere su alcuni fatti all’apparenza circoscritti e che invece hanno avuto conseguenze. Penso al manifesto politico di Anders Behring Breivik, lo stragista di Utoya, che circola in tutta Europa; penso alle minacce ricevute dal giornalista Paolo Berizzi, per le sue ricerche su   un gruppo nazionalsocialista della provincia di Varese; penso al continuo alzare il tiro di Forza nuova, alla riproposizione del manifesto d’epoca contro gli stupri ad opera di africani, come a dire: “i migranti sono stupratori”, al lancio di una sorta di marcia di Roma per il 28 ottobre alla quale i “camerati” di ogni parte d’Italia sono invitati a marciare contro la legge sullo ius soli, o all’annunciata campagna demografica per aumentare le nascite di italiani da donne italiane”.

Il testo dell’intervento

 

 

 




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