mercoledì 14 Ottobre 2015

Crisi greca e immigrazioni al tavolo del Consiglio europeo


14 ottobre 2015 Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre 2015

 

Signora Presidente, l’estate europea del 2015 sarà ricordata per due situazioni critiche: la crisi della Grecia, del debito greco che per la prima volta nella storia europea ha messo in forse la permanenza di un Paese membro all’interno dell’Unione, e la crisi dei flussi migratori. In entrambi i casi il nostro Paese ha svolto un ruolo attivo e sul secondo tema, quello della gestione dei flussi, ha mostrato capacità di indicazioni di soluzioni da perseguire prima degli altri: Mare nostrum, il rafforzamento di Frontex e infine il superamento di Dublino. Siamo stati i primi a dire che Dublino era sbagliato, perché quelle regole non potevano che essere trasgredite dalla maggioranza dei destinatari delle stesse. Sono regole in totale contraddizione con i progetti di chi richiede asilo, perché chi assume il rischio anche di morire pur di andarsene dal proprio Paese, figuriamoci se non assume il rischio di essere migrante illegale in Europa. Da qui il rifiuto di farsi identificare per non farsi bloccare in un Paese dove non vogliono stare. Ora si dice Dublino è superato, bene, ma a me pare che abbiamo il dovere di dare un’altra indicazione ancora una volta per primi. Mi spiego, la protezione internazionale per le persone in condizioni di pericolo, in determinate condizioni di pericolo, è un diritto soggettivo riconosciuto, da qui la concessione dell’asilo, ma l’asilo lo concediamo solo quando queste persone riescono a raggiungere un Paese europeo. Come arrivano in un Paese europeo finora sono stati affari loro, non ci hanno riguardato. Allo stesso tempo però prevediamo la missione Eunavfor Med la cui seconda fase è lotta dura agli scafisti. Mi chiedo e le chiedo, signor Presidente del Consiglio, non sarebbe più semplice togliere – e mi scuso per l’espressione – «fatturato» agli scafisti, consentendo a queste persone e creando le condizioni, come ad esempio l’allestimento di centri di accoglienza europei, perché queste persone possano presentare istanza per il visto se non proprio nei Paesi di guerra almeno in quelli di transito, ad esempio il Niger ? È un esempio il Niger, ma ce ne possono essere altri. È questa la richiesta che i socialisti e le socialiste le chiedono di portare al tavolo europeo.

 

Dichiarazione di voto

 

Grazie, signora Presidente, ci sono voluti due anni dalla tragica strage di Lampedusa, dove persero la vita oltre 360 persone, per dire che quella dei flussi è una questione europea e non di uno o di singoli Paesi. Quasi due anni in cui l’Italia è stata lasciata a lungo sola ad affrontare quotidianamente il salvataggio, l’accoglienza e la gestione di migliaia di persone in fuga dalla guerra, dalle barbarie, dalla violenza e dalla morte. Ora i nostri appelli all’Europa hanno finalmente trovato risposta, gli accordi di Dublino che sembravano intoccabili sono ora riconosciuti da tutti come superati e quanto dicevamo allora in assoluta solitudine è cosa ormai condivisa.

La decisione del Consiglio dei ministri dell’interno UE del settembre scorso per il ricollocamento dei profughi e richiedenti asilo è un primo fondamentale passo avanti, anche se la resistenza dei singoli Paesi c’è, così come la nascita di nuovi muri e barriere. Ora c’è l’Europa, speriamo che ci siano anche i diversi Paesi membri. Auspico che nel vertice di domani ci siano delle prese di posizioni chiare, anche a costo di arrivare a una decisione a maggioranza come ha suggerito l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri Federica Mogherini, ma spero in una condivisione politica e in una successiva traduzione normativa, senza lentezze. L’Italia ha una tradizione di solidarietà e di accoglienza della quale dobbiamo andare fieri, così come siamo andati fieri dell’operazione Mare Nostrum che ha permesso di salvare migliaia di vite umane e che è stata esempio e guida per rafforzare e modificare un po’ la missione Frontex.

Non ci siamo mai tirati indietro, anche quando eravamo soli, speriamo di riuscire ad andare avanti, anche contro una parte dell’opinione pubblica italiana. Noi socialisti voteremo a favore della risoluzione proposta dalla maggioranza.