domenica 19 marzo 2017

Congresso straordinario Psi, col PD alleati non sudditi


“Capisco che in questa situazione di totale incertezza e nell’incognita di quale sarà la legge elettorale con la quale andremo a votare, ormai credo il prossimo anno, sia difficile, se non impossibile prendere delle decisioni e delle direzioni. E comprendo che su queste decisioni peserà inevitabilmente anche la ricerca di una strada per portare una presenza socialista in Parlamento. Ma proprio perché la situazione è fluida sono convinta che non dobbiamo appiattirci su un’unica posizione e assecondarla in maniera acritica, ma guardare anche a cosa sta accadendo intorno, tenendo fermi i nostri principi, ma senza chiudere le porte ad altre possibili alleanze”. Lo ha detto Pia Locatelli intervenendo nella seconda e ultima giornata del Congresso straordinario del PSI a Roma.

“Purtroppo, – ha aggiunto – la prospettiva che più mi piacerebbe – e sono sicura di non sbagliare se penso che piacerebbe anche a voi – quella di presentarci alle elezioni col nostro simbolo, assai difficilmente ci consentirebbe di tornare in Parlamento. Proporla vorrebbe dire dunque – realisticamente – prevedere di tornare a essere una forza extraparlamentare come fummo tra il 2008 e il 2013. Abbiamo sostenuto con lealtà il Governo Renzi anche quando non condividevamo pienamente le sue scelte. Lo abbiamo detto nei nostri interventi in Aula, perché un conto è essere alleati, un conto è essere sudditi. Non è il nostro caso. Oggi sosteniamo convintamente il governo Gentiloni che sicuramente con un diverso stile, sta facendo un buon lavoro. Ma sono dell’opinione che questa lealtà non debba mai trasformarsi in un’alleanza scontata con il PD, qualunque sia il suo leader e qualunque cosa faccia”.

Il testo dell’intervento




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